domenica 11 novembre 2012
L'alter ego della Isetta
STORIA
Nel 1922, a seguito della maggiore libertà nelle restrizioni imposte alla Germania dal trattato di Versailles, Heinkel ritenne di poter sfruttare il momento favorevole fondando il primo dicembre dello stesso anno, a Warnemünde, l'azienda che avrebbe portato il suo nome. Nel 1932 è già il più importante complesso industriale di tutta la regione del Meclemburgo con un incremento costante dei dipendenti passati dai 1 000 del 1932 ai circa 9 000 a giugno 1939 fino ad arrivare ai 16 000 a fine 1944. Il nuovo impianto a Rostock-Marienehe godeva dei più avanzati concetti di razionalizzazione aziendale, fino ad allora praticamente sconosciuti. Erano presenti una cittadella abitativa con alloggi convenzionati per i dipendenti, un'efficente ed apprezzata mensa aziendale, un programma di prevenzione sanitaria ed una casa di cura che faceva uso dei trattamenti di idroterapia basati sugli studi di Sebastian Kneipp. Inoltre esisteva una scuola professionale, impianti sportivi ed attività per il sostegno socio culturale delle famiglie. Nel 1945 i lavoratori impiegati, compresi quelli condannati ai lavori forzati ed o prigionieri di guerra arrivano alla cifra di circa 17 000 lavoratori. Il primo successo commerciale, giunto nel 1932, si deve all'Heinkel He 70 Blitz , un monomotore progettato per il trasporto passeggeri ed utilizzato anche come aereo postale nella compagnia aerea nazionale Deutsche Luft Hansa (DLH). Il progetto si deve ai fratelli Siegfried e Walter Günter che, una volta assunti come progettisti, portarono la loro esperienza dotando il Blitz di una particolare ala a pianta ellittica che gli consentì di conseguire una serie di record di velocità per la sua classe. I primati conseguiti aumentarono il prestigio dell'azienda a livello mondiale. Oltre ai fratelli Günter, la Heinkel si avvalse della collaborazione di un altro importante progettista tedesco, Heinrich Hertel, che collaborò allo sviluppo degli Heinkel He 100 ed He 111 prima di ritornare alla Junkers GmbH, azienda da cui proveniva, in qualità di dirigente. L'Heinkel è l'azienda che è più strettamente associata ai velivoli in forza alla Luftwaffe durante lo svolgimento della seconda guerra mondiale, questo dovuto alla conversione del He 70 prima e del suo sviluppo, il bimotore Heinkel He 111, poi da versioni civili a bombardieri divenendo quest'ultimo uno degli aerei simbolo della battaglia d'Inghilterra e di tutto il secondo conflitto mondiale. Successivamente l'azienda tedesca produsse un altro bombardiere che, a prescindere dal limitato numero di esemplari prodotti, contribuì a segnare un nuovo passo nei velivoli operanti in quel ruolo, l' Heinkel He 177 Greif. Primo nel suo genere, il Greif venne equipaggiato con sofisticati dispositivi per la navigazione notturna, gli Z-Gerat, Y-Gerat, e Knickebein sviluppati da Johannes Plendl, diventati al giorno d'oggi comuni in tutti i velivoli commerciali.
Al contrario l'Heinkel non ebbe lo stesso successo anche con gli aerei da caccia. Negli anni trenta nel concorso indetto dal Reichsluftfahrtministerium (RLM) sulla fornitura di un nuovo caccia di impostazione moderna, il loro Heinkel He 112 dovette scontrarsi con il Messerschmitt Bf 109 e benché fosse un velivolo ben all'altezza delle specifiche richieste gli venne preferito l'ottimo Bf 109, altro aereo divenuto simbolo della Luftwaffe. Proposero allora uno sviluppo di un nuovo modello, l'He 100, che non riuscì ad aver miglior fortuna a causa più di interferenze politiche all'interno dell'RLM che per effettive scarse qualità tecniche. Bisognerà aspettare qualche anno per poter ottenere un modello che riuscì ad assicurarsi il successo, il caccia notturno He 219, un velivolo tecnologicamente avanzato e, una volta messo a punto, efficientissimo nello svolgere il suo ruolo. Per le difficoltà tecniche riscontrate nel suo sviluppo, anche a causa dei problemi economici in cui versava la Germania nella seconda parte del conflitto mondiale, non venne realizzato in grandi quantità. Dal 1941 fino alla fine del conflitto l'azienda si fuse con la Hirth specializzata nella produzione di motori aeronautici cambiando la ragione sociale in Heinkel-Hirth ed acquisendo così la capacità industriale di realizzare i motori per i suoi velivoli direttamente nei propri stabilimenti, Heinkel ha inoltre il merito di aver contribuito allo sviluppo dei nuovi motori a getto ed a razzo. Nel 1939, gli He 176 ed He 178 divennero rispettivamente il primo velivolo ad utilizzare combustibile per missili ed il primo ad utilizzare un motore turbogetto, dando fiducia per quest'ultimo alle intuizioni di Hans von Ohain. Successivamente fu ancora un Heinkel, l'He 280, che, pur rimanendo allo stadio di prototipo di aereo da caccia, resta negli annali storici come il primo velivolo specificatamente da combattimento con propulsione a getto. Anche a quest'ultimo promettente modello fu preferito il Messerschmitt Me 262, rinnovando la propensione dell'RLM ad assegnare ad altri lo sviluppo dei progetti da caccia diurni. Solo quando oramai la guerra volgeva negativamente alla Germania nazista, spinti dall'affannosa ricerca di contrastare disperatamente le forze aeree alleate che continuavano a bombardare il suolo tedesco, venne portato in volo l'Heinkel He 162, un compatto caccia che univa la possibilità di utilizzate i nuovi motori a getto con la semplicità costruttiva necessaria a realizzarlo in tempi brevi. Pur concepito per utilizzare il più possibile materiali non strategici e sopperire così alla cronica mancanza di metalli dovuti alle incursioni alleate, l'He 162 riuscì ad entrare in servizio solo qualche mese prima della definitiva resa della Germania.
IL DOPOGUERRA
Come conseguenza della sconfitta, alle aziende aeronautiche tedesche venne imposto di riconvertire le linee produttive per cui l'Heinkel prese accordi per la realizzazione su licenza di motori di piccola cilindrata come il 3 cilindri a a due tempi per la svedese SAAB ed il 2 cilindri a 2 tempi raffreddato ad acqua che equipaggeranno alcuni scooter Maico. Iniziò anche la produzione di biciclette, ciclomotori, scooter, e di una microvettura, la Heinkel Kabine, ispirata alla BMW Isetta. Nel 1953 presentò sul mercato il "Tourist", uno scooter dotato di motori a quattro tempi da 150 e 175 cm³, che fu costruito fino al 1965, registrando un discreto successo di vendite sul mercato nazionale.
La produzione aeronautica riprese nella metà degli anni cinquanta con la produzione su licenza dei caccia statunitensi Lockheed F-104 Starfighter da destinare alla risorta Luftwaffe della Germania Ovest. L'identità storica dell'azienda termina nel 1965, quando venne assorbita dalla Vereinigte Flugtechnische Werke (VFW), successivamente confluita nella Messerschmitt-Bölkow-Blohm GmbH (MBB) nel 1980." (Tratto da Wikipedia "Heinkel") Double Bunk, una commedia inglese, mostra una Heinkel Kabine in azione:
E il viodeoclip di un fiero proprietario di una Henkel Trojan :
giovedì 12 luglio 2012
La "Due mari" edizione 2012
La BMW 700 fu l'auto insieme alla BMW Isetta, che salvò la BMW dall'inglobamento in Mercedes negli anni 60.
| Foto scattate sul litorale di Porto Santo Stefano (GR) |
| Il motore boxer bicilindrico di derivazione motociclistica |
| La BMW 700 ai blocchi di partenza...VIA! |
domenica 19 ottobre 2008
Microcars dal mondo
La GOGGOMOBIL


Presentata in anteprima al Salone dell'automobile nel 1954, la Goggomobil era una simpatica vetturetta di dimensioni assai contenute. Fu la prima autovettura prodotta dalla Casa di Dingolfing nella sua breve carriera. Le piccole dimensioni e le motorizzazioni molto ridotte ne facevano una vetturetta adatta al difficile periodo del dopoguerra, una vettura potenzialmente in grado di contribuire alla motorizzazione di massa in un Paese politicamente ed economicamente in ginocchio come la Germania degli anni '40 e '50.
La Goggomobil venne proposta inizialmente in versione berlina tre volumi a due porte e quattro posti. Le porte erano incernierate posteriormente.
La denominazione distintiva della Goggomobil in versione berlina era costituita da una T seguita dalla sua cilindrata approssimata. Pertanto la versione da 293 cc, per esempio, era denominataGoggomobil T300.
La Goggomobil montava uno schema architettonico tipico delle superutilitarie dell'epoca, cioè il classico schema "tutto dietro", vale a dire con motore e trazione posteriore.
Inizialmente il motore era un bicilindrico due tempi con cilindrata di 250 cc che in seguito venne portata prima a 293 e poi a 395cc. Con questo motore la vettura disponeva di 20 hp (15 kW) di potenza.
La vettura era inoltre dotata di un cambio a 4 marce, a richiesta con preselezione elettromagnetica e di una frizione manuale.
A partire dal 1957 fu introdotta anche la versione coupé, più sportiveggiante nella linea, ma con la stessa identica meccanica della berlina. Anche la versione coupé aveva una sua sigla distintiva, analoga a quella della berlina, ma che iniziava con TSanziché con T.
Nell'ottobre dello stesso anno fu lanciata anche la versione furgonetta (vedi foto), anch'essa di dimensioni ridotte e dotata delle stesse tre motorizzazioni presenti nel resto della gamma, ma con TL come sigla distintiva nella denominazione.
Nel 1961 la potenza massima delle versioni da 400 cc fu diminuita da 20 a 18.5 CV.
Nel 1964 vi fu il più visibile degli aggiornamenti effettuati sulla Goggomobil, vale a dire le portiere incernierate anteriormente. In realtà, nel corso della sua produzione, la Goggomobil subì un numero enorme di aggiornamenti di dettaglio, sia estetici, sia al motore, sia ancora agli interni.
Nel 1965 la furgonetta fu tolta di produzione, mentre nel 1969 anche le versioni berlina e coupé furono tolte dal listino, anche perché il 1969 fu l'anno in cui la Glas fu assorbita completamente dalla BMW, cessando così la sua attività.
Della Goggomobil furono prodotti, tra il 1955 e il 1969, 284.491 esemplari di cui 214.313 con carrozzeria berlina e 66.511 in versione coupé.
Modelli:
Uscirono 3 modelli
1.Goggomobil berlina,
2.Coupé
3.Van.
Le Goggomobil nel mondo
Oltre che nella nazione di progettazione di Goggomobil ne vennero prodotte varie altre versioni: in Spagna su licenza dalla Munguía Industrial S.A. e in Australia da parte dell'importatore ufficiale, la Sydney Company Buckle Motors Pty Ltd., ne venne prodotta una versione sportiva in configurazione spyder, chiamata Dart.
Per il mercato polacco, invece, un piccolo costruttore, la WSK Mielec, produsse su licenza la Mikrus, basata su telaio e meccanica della Goggomobil. Fu prodotta in 1728 esemplari ed in un'unica versione, denominata MR 300. Un'altra fabbricazione su licenza avvenne in Argentina con il marchio Isard.
La presentazione, avvenuta il 5 marzo 1955, fu appropriata alla manifestazione. Senza
eccessiva pompa e cerimonie, ma pieni di orgoglio contenuto, i massimi dirigenti della BMW
presentarono il loro più recente prodotto alla stampa. A Rottach-Egern, nell'opulento Hotel
Bachmair, sulle rive del lago Tegernsee, ai giornalisti fu mostrata una due posti che non
somigliava a nessuna altra auto sportiva. La configurazione della nuova BMW era qualcosa di
completamente diverso. Fritz Fiedler, allora responsabile dello Sviluppo veicoli di BMW,
riassunse così queste caratteristiche nel suo discorso di apertura: «Con l'Isetta Motocoupé
BMW, offriamo al pubblico un tipo economico di autovettura e proponiamo una concezione del
tutto nuova in Germania.» Infatti non si è mai visto un autoveicolo simile sulle strade
tedesche: un'auto minuscola, dalla forma quasi sferica, con finestrini su tutti i lati, e un unico
portellone sul davanti.
DATI TECNICI
BMW Isetta 250 Standard
Periodo di produzione 1955–1957
N. di unità 26.646
Prezzo 2.580 DM
Motore
Tipo Monocilindrico
Alesaggio x corsa (mm) 68 x 68
Cilindrata 247
Potenza 12 CV a 5.800 giri
Compressione 1:6,8
Valvole In testa, camera di combustione emisferica
Sistema di carburazione 1 carburatore Bing 1/24
Apparato propulsore
Frizione Monodisco a secco
Cambio A quattro velocità , scatola del cambio con ingranaggi di presa continua, leva
sul lato sinistro, nessuna sincronizzazione
Rapporti scatola del cambio 10,05/1:5,17/1:3,54/1:2,7
Retromarcia 1:12,15
Trasmissione 1:2,31
Impianto elettrico
Generatore 130 W
Batteria 12 V 31 Ah
Candele Bosch W 250 RT 1 o Beru 225/14
Chassis
Scocca/chassis Incastellatura di acciaio tubolare trapezoidale
imbullonata alla scocca
Sospensione delle ruote posteriori
Assale rigido con carreggiata ridotta con balestre quarto ellittiche a cantilever
Cerchioni 3,0 D–10
Pneumatici 4,80–10
Freni anteriori A tamburo idraulici
Diametro freni anteriori (mm) 180
Freni posteriori A tamburo idraulici
Diametro freni posteriori (mm) 180
Peso e dimensioni
Lungh. x largh. x alt. (mm) 2.285 x 1.380 x 1.340
Interasse (mm) 1.500
Carreggiata anteriore (mm) 1.200
Carreggiata posteriore (mm) 520
Peso a vuoto (kg) 359
Massimo peso totale (kg) 580
Consumo di carburante (l/100 km) 5,8
Velocità massima 85


